Il Circolo

Statuto


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Qui di seguito il testo del vecchio statuto :

Statuto come d’assemblea del 20/04/2008
STATUTO SOCIALE
CIRCOLO TENNIS BARI
TITOLO I – COSTITUZIONE – SCOPO – SEDE – DURATA

Art. 1
Il Circolo Tennis Bari, fondato il 21 aprile 1936, è un’associazione sportiva che ha per scopo la pratica e la diffusione, in specie fra la gioventù, dello sport
del tennis in forma dilettantistica.
Il Circolo si propone altresì di promuovere altre attività sportive e ricreative tra i propri soci, ferma restando la prevalente finalità dello sport tennistico, ed
escluso dai propri intendimenti ogni fine di lucro od attività commerciale.
Il Circolo è affiliato alla Federazione Italiana Tennis, facente parte del C.O.N.I., è apolitico, e la sua attività è estranea ad ogni influenza di religione,
politica e razza. La sua sede non potrà essere comune a quella di partiti, raggruppamenti politici ed organizzazione sindacali, nè potrà essere ceduta,
anche in via provvisoria, per manifestazioni politiche e sindacali.
Art. 2
Il Circolo ha la sede sociale in Bari; la sua durata è indeterminata. La sua denominazione sociale è “Circolo Tennis Bari associazione sportiva
dilettantistica”; le finalità del sodalizio si esauriscono nell’ambito territoriale della Regione Puglia; il colore sociale è il “Bianco-Rosso” della città di Bari;
il guidone è costituito da un pentagono col vertice in basso, recante la dicitura: “F.I.T.- T.B.”

TITOLO II – SOCI E LORO CATEGORIE
Art. 3
Il Circolo si compone di soci di entrambi i sessi, distinti nelle seguenti categorie: Fondatori, Onorari, Benemeriti, Vitalizi, Seniores ed Ordinari. Il numero dei soci è illimitato.

Art. 4
I Soci onorari sono coloro che, per eccezionali meriti verso il Circolo, vengono nominati tali dal Consiglio Direttivo; essi non sono tenuti al pagamento della
tassa di ammissione; nè della quota associativa.

Art. 5
Soci benemeriti sono coloro che, appartenendo alla categoria di soci, per i loro atti verso il Circolo vengono nominati tali dalla Assemblea generale dei
Soci, su proposta del Consiglio Direttivo o di almeno settanta soci.

Art. 6
Soci fondatori sono coloro che, appartenendo alla categoria dei soci ordinari, hanno una anzianità continuativa di almeno venti anni e ne facciano apposita
domanda.

Art. 7
Soci vitalizi sono coloro che, appartenendo alla categoria dei soci ordinari,versano una tantum un contributo pari a venti volte la quota sociale annuale;
essi non pagano alcuna quota mensile; sono invece tenuti al pagamento degli eventuali contributi straordinari deliberati dall’assemblea dei soci. Per ottenere tale qualifica è necessaria apposita delibera del Consiglio Direttivo.

Art. 8
Soci ordinari sono i cittadini italiani o stranieri di buona condotta morale e sociale che, avendo compiuto gli anni 18, ne facciano domanda obbligandosi
ad osservare le norme di questo Statuto e dei regolamenti interni. Se ritenuti meritevoli di ammissione vengono nominati con deliberazione del Consiglio
Direttivo.
I soci ordinari sono tenuti al pagamento della tassa di iscrizione nonché delle quote mensili e delle eventuali contribuzioni straordinarie deliberate dalla
Assemblea.

Art. 8 bis
Soci Seniores sono i Soci Ordinari, Fondatori o Vitalizi che hanno compiuto il 75° anno di età ed hanno maturato 40 anni di ininterrotta iscrizione al
Circolo. L’appartenenza a tale categoria viene deliberata dal Consiglio Direttivo e decorre, a domanda dell’interessato, dal mese successivo a quello in cui è
maturato il diritto.
I Soci Seniores conservano tutti i diritti della categoria di appartenenza e sono dispensati dal pagamento delle quote sociali. Il coniuge del Socio Senior, che all’atto del decesso non sia separato, subentra nei diritti del medesimo permanendo lo stato vedovile; a tal fine dovrà, entro 180 giorni dal decesso del socio, presentare domanda di ammissione sulla quale deciderà il Consiglio Direttivo. In fase di prima applicazione la decorrenza di appartenenza alla categoria Socio Senior viene fissata dal 1° gennaio 2008.

Art. 9
ABROGATO

Art. 9 bis
ABROGATO

Art. 10
I giovani compresi tra i sette ed i dodici anni, che dimostrino particolare attitudine per lo sport del tennis possono, con il consenso di uno dei genitori
esercente la potestà, essere ammessi, con delibera del Consiglio Direttivo, a praticare lo sport del tennis presso il Circolo, obbligandosi a rispettare le
norme dello Statuto e dei Regolamenti interni. Essi non pagano la quota di ammissione, la quota sociale mensile e l’utilizzo degli impianti sportivi.

Art.11
La domanda di ammissione a socio ordinario, sottoscritta dal candidato, deve essere controfirmata da due soci presentatori a cura dei quali sarà redatto un
questionario predisposto dal Consiglio Direttivo. Presentatori possono essere i soci onorari, fondatori, benemeriti, vitalizi, Seniores o i soci ordinari con almeno cinque anni di anzianità. I componenti il Consiglio Direttivo non possono firmare domande di ammissione quali presentatori. Il Consiglio Direttivo, effettuata l’istruttoria della domanda, se ritiene che ricorrano le condizioni previste dallo Statuto, dispone che uno stralcio della domanda sia affisso nella sede sociale per un periodo di giorni quindici. Durante tale periodo ciascun socio può esprimere per iscritto il proprio parere al Consiglio Direttivo circa l’ammissione del candidato. Decorso il suddetto termine la domanda, con le osservazioni pervenute, sarà sottoposta all’esame del Consiglio Direttivo che si pronuncerà inappellabilmente con votazione personale e segreta. La votazione sarà valida con l’intervento dei due terzi dei componenti il Consiglio Direttivo; la domanda è accolta se riporta il voto favorevole di due terzi dei votanti.
Il Consiglio Direttivo non potrà riprendere in esame una domanda di ammissione già respinta, prima di un anno dalla votazione con esito sfavorevole. L’aspirante a socio ordinario è ammesso nella categoria se regolarizza la posizione amministrativa entro il termine di trenta giorni dalla data di comunicazione dell’esito favorevole della votazione. Decorso detto termine, l’aspirante è considerato rinunciatario.

Art.12
I Soci ordinari che attestino di avere trasferito la propria residenza al di fuori della regione possono, su loro richiesta, essere ammessi dal Consiglio
Direttivo al pagamento della quota mensile in misura pari al 40% di quella prevista. Tale quota dovrà essere versata in 2 soluzioni semestrali anticipate. La riduzione sarà fruibile per un periodo massimo di due anni. I suddetti Soci mantengono i diritti previsti dall’art.17, secondo comma, salvo l’accesso alle cariche sociali ovvero la permanenza nelle stesse e potranno usufruire delle facoltà di cui all’art.17, primo comma, previa autorizzazione del Presidente. E’ fatto obbligo al Socio di comunicare al Consiglio Direttivo il venir meno dei presupposti legittimanti l’accesso alla riduzione sopra detta. Analoga riduzione è riconosciuta, senza limiti di tempo, anche ai Soci ordinari che giustifichino e documentino l’assenza temporanea per motivi di lavoro ovvero di studio per un periodo minimo di 6 mesi ed al di fuori della regione. L’incremento al 40 % previsto dal primo comma avrà decorrenza dal 1 gennaio 2008.

Art. 13
La qualità di socio si perde:
a) per morte; b) per dimissioni; c) per radiazione; d) per morosità.
Nel caso di morte del socio, il coniuge potrà subentrare nella stessa qualità, senza corrispondere alcuna tassa d’iscrizione, qualora ne faccia domanda,
entro 180 giorni dal decesso del socio, al Consiglio Direttivo che potrà adottare le deliberazioni del caso. Il Socio che, successivamente all’ammissione, si separi legalmente o divorzi, ha obbligo di comunicarlo immediatamente al Consiglio Direttivo. Il coniuge potrà chiedere di essere ammesso quale Socio previa corresponsione della metà della quota di iscrizione. La relativa domanda deve essere proposta entro 180 giorni dalla data della comunicazione al Consiglio Direttivo che procederà a norma dell’art. 11.

Art. 14
Le dimissioni devono essere presentate per iscritto e indirizzate al Consiglio Direttivo a mezzo di raccomandata con ricevuta di ritorno o mezzo quipollente.
Esse avranno effetto dal primo giorno del mese successivo alla delibera di accettazione del Consiglio Direttivo. Il Consiglio Direttivo ha facoltà, per una sola volta, di respingere le dimissioni. Non possono essere prese in considerazione le dimissioni di soci che non siano in regola con i pagamenti. Il Consiglio Direttivo ha facoltà, nel caso di dimissioni di soci deferiti al Collegio dei Probiviri, di sospendere la decisione sull’accettazione o meno delle dimissioni sino all’esito del procedimento disciplinare. Ove, invece, ritenga di accettare le dimissioni ne dà notizia al Collegio dei Probiviri che dichiara non luogo a deliberare sui provvedimenti disciplinari ichiestigli.
Il Consiglio Direttivo delibera sulle dimissioni nella prima seduta successiva alla presentazione delle stesse.

Art. 15
La quota sociale deve essere versata mensilmente non oltre la prima decade del mese.
Il Socio che non provveda a versare la quota sociale ed i contributi straordinari deliberati è considerato moroso trascorsi tre mesi dalla scadenza del termine entro il quale sono dovute le relative somme. Il Consiglio Direttivo invita il Socio moroso ad adempiere, nel termine di dieci giorni, al pagamento dovuto e, ove decorra inutilmente il termine assegnato per sanare la morosità il Socio è dichiarato moroso con delibera del Consiglio Direttivo, trasmessa alla F.I.T. per i conseguenziali adempimenti e viene ancellato.
Il Socio dichiarato moroso è tenuto al pagamento delle quote sociali e dei ontributi straordinari sino alla data del provvedimento di cancellazione.

Art. 16
Ove il Socio commetta azioni contrarie all’onore, alla morale o al decoro o tenga una condotta che costituisca ostacolo al buon andamento o al buon
nome del Circolo; o in genere non osservi il presente statuto o i regolamenti nterni, il Consiglio Direttivo e il Collegio dei Probiviri potranno adottare, in
relazione alla gravità delle infrazioni, i seguenti provvedimenti disciplinari.
a) biasimo (consistente in un richiamo verbale da parte del Presidente del Circolo);
b) ammonizione (richiamo scritto da parte del Presidente del Circolo);
c) censura;
d) sospensione fino ad un anno dai diritti e facoltà di Socio;
e)sospensione di un anno;
f) cancellazione;
g) radiazione.

I provvedimenti sanzionatori di cui alle lettere a), b) e c) sono inappellabili. Il provvedimento di cui alla lettera d) è impugnabile dinanzi al Collegio dei Probiviri entro 10 giorni dalla ricezione della notifica del provvedimento di primo grado. L’impugnazione deve avere forma scritta e deve essere inviata al Collegio dei Probiviri presso la sede del Circolo. Essa deve contenere le motivazioni in base a cui si chiede la riforma del provvedimento di primo grado.
Unico legittimato all’impugnazione è il Socio nei cui confronti sia stato adottato il provvedimento disciplinare di cui alla lettera d). Per i fatti di rilevanza isciplinare che possano comportare le sanzioni di cui alle lettere a), b) e c) è obbligatorio l’esperimento del tentativo di conciliazione fra i Soci interessati. L’espletamento di tale tentativo è di competenza del Presidente del Circolo ovvero di un Consigliere dallo stesso delegato. In tali casi, è facoltà ell’Organo giudicante, verificati i presupposti di cui ai comma precedenti, dichiarare il non luogo a provvedere per intervenuta conciliazione. Il Consiglio Direttivo, in primo grado, opera senza formalità e secondo criteri di equità. Il Consiglio Direttivo informa del procedimento il Socio interessato invitandolo a difendersi dalle contestazioni, previo esame degli atti. Il Consiglio Direttivo cura, inoltre, l’istruttoria del procedimento, ascolta, anche su sua richiesta, l’interessato ed acquisisce documenti, testimonianze ed informazioni. La decisione è assunta senza la presenza degli interessati, con deliberazione a maggioranza dei presenti.
In caso di parità, decide il voto del Presidente.
Ogni decisione, con le relative motivazioni, deve essere comunicata al Socio interessato, anche perché possa esercitare il diritto all’impugnazione, ove
previsto. Le vertenze fra i Soci e il Consiglio Direttivo, inerenti all’attività istituzionale di quest’ultimo, sono di competenza del Collegio dei Probiviri, in unico grado.In tali casi, il Collegio decide avvalendosi anche dei Probiviri supplenti. Il Presidente del Consiglio Direttivo può adottare, in caso di urgenza e di
particolare gravità, provvedimenti cautelativi nei confronti dei Soci, sottoponendoli, per ratifica, al Consiglio Direttivo nella seduta immediatamente successiva, a pena di inefficacia. Il Collegio dei Probiviri è competente in unico grado per i provvedimenti disciplinari di cui alle lettere e) sospensione di anni uno; f) cancellazione; g)radiazione.
Il Socio che abbia subìto uno dei provvedimenti disciplinari di cui alle lett. d),e) ed f) è incompatibile con le cariche sociali (art. 17 lett. b; art. 23) per un
periodo di anni tre a decorrere dalla definitività (lett. d) ovvero dall’esecutività della sanzione disciplinare comminata.

TITOLO III – DIRITTI E DOVERI DEI SOCI
Art. 17
I soci hanno il diritto di:
a) frequentare i locali sociali e farli frequentare dal proprio coniuge e dai figli conviventi ed a carico che non abbiano superato il 21° anno di età;
b) partecipare alle manifestazioni organizzate dal Circolo alle condizioni di volta in volta stabilite dal Consiglio Direttivo; c) richiedere alla Presidenza, sotto la propria responsabilità, inviti di frequenza al Circolo, secondo le modalità ed i limiti stabiliti dal Consiglio Direttivo. I soci onorari, benemeriti, vitalizi, fondatori, seniores ed ordinari hanno altresì il diritto di: a) intervenire, discutere, presentare proposte e votare nelle assemblee generali; b) essere eletti a cariche sociali; c) proporre modifiche allo Statuto, che saranno presentate all’Assemblea purchè sottoscritte da almeno 3/10 dei soci; d) presentare, purchè abbiano un’anzianità di almeno 5 anni, candidati a socio.

Art. 18
I figli e le figlie del Socio ordinario che abbiano compiuto il 21° anno di età, su loro domanda – da presentare a pena di decadenza nel termine di sei mesi
dal raggiungimento di tale età – possono essere ammessi quali soci ordinarisenza il pagamento della tassa di iscrizione.

Art. 19
Le cariche sociali durano quattro anni e sono gratuite. Gli organi del Circolo dimissionari o scaduti per termine del mandato restano in carica, per la normale amministrazione, fino all’insediamento del nuovo Consiglio Direttivo.

Art. 20
Le elezioni alle cariche avvengono in sede di assemblea, a maggioranza relativa. In caso di elezione contemporanea a due o più cariche sociali, il socio
così eletto dovrà manifestare la sua opzione entro tre giorni dalla comunicazione della avvenuta elezione, con lettera scritta e diretta al Presidente dell’Assemblea; in sua sostituzione subentra il socio che ha riportato il numero di voti immediatamente inferiore a quello dell’ultimo eletto.
Entro lo stesso termine il socio eletto a cariche sociali potrà manifestare la sua
rinuncia; in sua sostituzione subentra il socio che ha riportato il numero di
voti immediatamente inferiore a quello dell’ultimo eletto. Entro lo stesso
termine il socio eletto a cariche sociali potrà manifestare la sua rinuncia; in una sostituzione subentra il socio che ha riportato il numero dei voti immediatamente inferiore a quello dell’ultimo eletto; anche il subentrante ha il termine di tre giorni per manifestare la sua rinuncia. In caso di parità di numero dei voti riportati, si intende eletto il socio che vanta maggiore anzianità di appartenenza al sodalizio. Negli organi sociali per i quali sono previsti componenti effettivi e supplenti si intendono nominati effettivi gli eletti che hanno riportato il maggior numero di voti e supplenti gli altri.

Art. 21
Il socio, nominato ad una carica, che senza giustificato motivo non partecipa a tre riunioni dell’organo del quale fa parte, può essere dichiarato decaduto dallo stesso organo. La decadenza opera di diritto dopo tre assenze ingiustificate consecutive.
Il socio decaduto dalla carica viene sostituito dal supplente, se esiste; in caso contrario viene sostituito dal socio che, in sede di assemblea, ha riportato il numero di voti immediatamente inferiore a quello dell’ultimo eletto, ferme Restando, per il Consiglio Direttivo, le disposizioni di cui all’art. 30 1° comma. Le sostituzioni non possono superare la metà del numero dei componenti di iascun organo collegiale; in caso contrario dovrà procedersi a nuove elezioni ntegrative. Gli eletti in via suppletiva scadono unitamente agli eletti in via rdinaria. Tutti sono rieleggibili.

TITOLO IV – PATRIMONIO SOCIALE
Art. 22
Il patrimonio del Circolo comprende:
– gli immobili di proprietà del circolo;
– i mobili e le macchine;
– i titoli ed i valori pubblici e privati;
– le somme ricevute in donazione, o accantonate per economia di esercizio ed
ogni incremento patrimoniale.
Le entrate del Circolo sono costituite da:
a) interessi dei beni patrimoniali liquidi;
b) quote di iscrizioni dei soci ordinari;
c) quote sociali, ordinarie o straordinarie;
d) qualunque altra contribuzione ordinaria o straordinaria di soci, privati e enti pubblici.
Tutte le entrate sono destinate alla realizzazione dei fini istituzionali.
L’esercizio finanziario coincide con l’anno solare.
E’ fatto divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili e avanzi di estione, nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’organizzazione, a eno che la destinazione e la distribuzione non siano imposte dalla legge.

TITOLO V – ORGANI DEL CIRCOLO E CARICHE SOCIALI
Art. 23
Sono organi del Circolo:
a) l’assemblea dei soci;
b) il Presidente ed il Vice Presidente;
c) il Consiglio Direttivo;
d) il Collegio dei Sindaci;
e) il Collegio dei Probiviri.

TITOLO VI – ASSEMBLEE DEI SOCI
Art. 24
Le assemblee dei soci sono ordinarie e straordinarie.
L’assemblea ordinaria è convocata dal Presidente del Circolo entro il secondo bimestre di ogni anno per la relazione annuale morale e finanziaria, per la resentazione ed approvazione del bilancio preventivo e consuntivo, per la eterminazione della quota sociale per l’anno in corso in base al bilancio reventivo, e – ove vi sia scadenza di cariche sociali – per la elezione delle nuove cariche. Il voto è personale e non può essere delegato. Le assemblee possono essere convocate, oltre che su iniziativa del Presidente del Circolo:
a) per delibera del Consiglio Direttivo;
b) su richiesta del Collegio dei Sindaci o del Collegio dei Probiviri;
c) su domanda sottoscritta – e rivolta al Presidente ed al Collegio dei Sindaci – da almeno 3/10 dei soci aventi diritto al voto. In tal caso il Presidente dovrà convocare l’Assemblea entro i trenta giorni dalla domanda. In difetto provvederà nei successivi trenta giorni il Collegio dei Sindaci, e ove anche quest’ultimo non provveda i richiedenti potranno provvedervi direttamente entro i successivi trenta giorni.

Art. 25
Le assemblee non possono deliberare che sugli argomenti posti all’ordine del giorno.

Art. 26
Le deliberazioni delle assemblee sono valide in prima convocazione ed a maggioranza di voti se sono presenti la metà più uno dei soci aventi diritto a voto; in seconda convocazione, sempre a maggioranza di voti, qualunque sia il numero dei soci presenti.
Per deliberare lo scioglimento o la modifica dell’art. 1 del presente Statuto è necessaria la presenza della metà più uno dei soci aventi diritto a voto: in difetto la deliberazione dovrà essere approvata per referendum secondo modalità stabilite dal Consiglio Direttivo.
Per ogni altra modifica dello Statuto è necessaria la presenza di almeno 1/16 dei soci aventi diritto a voto e la modifica deve essere approvata da almeno i due terzi dei votanti.

Art. 27
L’avviso dell’adunanza va comunicato agli aventi diritto a mezzo di circolare spedita almeno quindici giorni prima di quello fissato per l’assemblea. L’avviso conterrà l’ordine del giorno ed indicherà il giorno, l’ora ed il luogo della riunione, in prima ed in seconda convocazione. La seconda convocazione può aver luogo lo stesso giorno della prima convocazione, dopo almeno un’ora dall’orario di questa.

Art. 28
L’assemblea dei soci è presieduta da un socio presente con diritto di voto, nominato, di volta in volta, dall’Assemblea stessa. Ove non sia possibile raggiungere accordo sulla designazione del Presidente, e comunque fino al momento della nomina predetta, l’assemblea sarà presieduta dal Presidente del Collegio dei Probiviri o, in mancanza, da un componente del Collegio tesso.
Il Presidente dell’assemblea nomina, scegliendo fra i soci presenti, il segretario, il quale provvede alla redazione del verbale. L’assemblea dei soci, regolarmente indetta e legalmente costituita rappresenta la totalità dei soci. Le sue deliberazioni sono obbligatorie anche per gli assenti ed i dissenzienti. Il diritto di intervento e di voto non spetta ai soci morosi.

Art. 29
Le votazioni avvengono per acclamazione, per appello nominale, per alzata di mano o a scrutinio segreto. Le modalità di votazione saranno stabilite dall’Assemblea con alzata di mano.
La nomina alle cariche sociali avviene esclusivamente a scrutinio segreto.
Nelle ventiquattr’ore successive all’Assemblea che ha proceduto alla nomina di cariche sociali, il Presidente dell’adunanza, coadiuvato dal segretario, comunica agli eletti le risultanze delle elezioni; nei tre giorni successivi riceve le dichiarazioni di cui all’art. 20; nelle 24 ore successive a tale ultimo termine comunica l’avvenuto subentro agli interessati, dai quali riceve, con eguali termini, le dichiarazioni di cui all’art. 20.
Il Presidente dell’Assemblea entro gli otto giorni successivi all’adunanza convoca i nuovi organi sociali per l’insediamento.

TITOLO VII – IL CONSIGLIO DIRETTIVO
Art. 30
Il Circolo Tennis è amministrato e diretto da un Consiglio Direttivo eletto dall’Assemblea, composto di undici membri.
Esso è presieduto dal Presidente o, in mancanza dal Vice Presidente e in mancanza ancora, dal Consigliere socio più anziano per iscrizione al Circolo.
Presidente e Vice Presidente sono nominati dal Consiglio Direttivo nella prima tornata dello stesso.
Il Consiglio si riunisce almeno una volta al mese su convocazione del Presidente o di almeno cinque consiglieri. Esso ha la direzione morale, disciplinare ed amministrativa del Circolo, del quale promuove lo sviluppo e regola il funzionamento dei locali, dei campi di gioco, del ristorante, del bar al fine del buon andamento di tutti i servizi sociali.
Il Consiglio ha facoltà di nominare, per speciali esigenze, Commissioni di Soci.
Il Consiglio direttivo ha, in particolare, i seguenti compiti:
a) nomina il Presidente ed il Vice Presidente nonché il Direttore sportivo, il Tesoriere ed il Segretario;
b) formula i bilanci preventivo e consuntivo per l’anno sociale da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea;
c) convoca le Assemblee straordinarie;
d) propone le modifiche dello Statuto;
e) formula i vari regolamenti;
f) delibera sulle liti attive e passive e sulle relative transazioni;
g) delibera sulle domande di ammissione a socio, e sui cambiamenti di categoria dei soci. Cancella dall’albo i soci morosi, i soci deceduti, quelli dimissionari ed i radiati;
h) adotta i provvedimenti di cui all’art. 16; propone al Collegio dei Probiviri i provvedimenti disciplinari nei confronti dei soci;
i) dà comunicazione alla F.I.T. dei provvedimenti adottati nei confronti dei soci ed inoltra alla F.I.T. gli eventuali reclami in proposito;
l) cura che siano tenuti in regola tutti i libri sociali e l’albo delle singole categorie alle quali i soci appartengono;
m) organizza manifestazioni sportive e feste mondane; delibera la partecipazione a competizione sportive;
n) provvede alle spese ordinarie e straordinarie nei limiti dei bilanci;
o) procede ad acquisti e vendite, chiedendo, ove si tratti di operazione che esorbita dal bilancio, o che comunque impegni il bilancio per di più di due anni, la preventiva autorizzazione all’assemblea dei soci;
p) emana provvedimenti di eccezionale urgenza e cura tutto quant’altro riguarda il patrimonio e l’attività sociale;
q) determina l’ammontare della quota di iscrizione a socio.

Art. 31
Per la validità delle deliberazioni consiliari è necessaria la presenza di almeno
sei componenti.
Le deliberazioni sono prese a maggioranza di voti e con voto palese; in caso di
parità, prevale il voto del Presidente.

TITOLO VIII – DEL PRESIDENTE, DEL VICE PRESIDENTE, DEL
SEGRETARIO, DEL TESORIERE, DEL DIRETTORE SPORTIVO
Art. 32
Il Presidente dirige il Circolo e lo rappresenta.
In particolare, il Presidente:
a) dirige le sedute del Consiglio e ne sottoscrive i verbali;
b) rappresenta il Circolo in tutti gli affari;
c) firma i mandati, gli assegni, i conti correnti;
d) rappresenta il sodalizio innanzi a tutte le Autorità giudiziarie o amministrative della Repubblica, con facoltà di fare istanze o domande;
e) nomina avvocati e procuratori legali, nonché procuratori ad negotia;
f) firma qualunque obbligazione impegnativa per il Circolo e può delegare uno dei Consiglieri in speciali affari di sua competenza;
g) adotta, in caso di urgenza e di particolare gravità i provvedimenti cautelativi di cui all’art. 16 penultimo comma.

Art. 33
In caso di mancanza, assenza od impedimento, il Presidente è sostituito dal Vice Presidente.

Art. 34
Il Segretario:
a) tiene la corrispondenza ordinaria;
b) cura la redazione dei verbali del Consiglio che redige e conserva, firmandoli insieme al Presidente;
c) conserva gli atti del Circolo;
d) dirama, di norma, gli inviti per le sedute consiliari e delle assemblee, e le partecipazioni per avvenimenti sportivi e mondani;
e) comunica agli interessati l’ammissione a socio od il cambio di categoria;
f) cura l’esatta tenuta dell’albo dei soci che sarà affisso permanentemente nei locali sociali;
g) vigila sulla manutenzione del materiale di appartenenza al Circolo, ne sorveglia la conservazione e ne è consegnatario.

Art. 35
Il Tesoriere:
a) è responsabile della cassa sociale;
b) prepara il bilancio preventivo e consuntivo e li sottopone al Consiglio entro il primo mese di ogni anno sociale;
c) cura nei locali sociali la contabilità in appositi libri, redatti sotto la sua responsabilità;
d) riferisce mese per mese al Consiglio Direttivo sulla esazione delle quote sociali, sui soci che si sono resi morosi, sui pagamenti effettuati e sulle spese previste dal bilancio;
e) dà giustificazione delle spese fatte, esibendo relativi mandati firmati dal Presidente o dal Vice Presidente. Il Tesoriere deposita le entrate su un libretto a risparmio o in conto corrente presso un Istituto di credito. Egli potrà prelevare le somme depositate su ordine di prelevamento firmato dal Presidente o dal Vice Presidente, o per delibera del Consiglio Direttivo. In caso di assenza o di impedimento, può lasciare la cassa ed i relativi registri solo ad un Consigliere all’uopo delegato da apposita deliberazione consiliare.

Art. 36
Il Direttore Sportivo ha il compito di curare l’attività sportiva del Circolo, organizzare gare e manifestazioni sportive e formare squadre rappresentative del Circolo. Egli ha la sorveglianza sugli atleti e riferisce periodicamente in merito all’attività sportiva al Presidente, per iscritto. All’uopo egli potrà essere coadiuvato da una commissione sportiva scelta fra i soci.
Il Direttore Sportivo vigila sulla manutenzione e conservazione degli impianti sportivi, dei quali il Segretario tiene aggiornato l’inventario e ne è
consegnatario.
Il Direttore Sportivo propone al Consiglio Direttivo ogni spesa occorrente per le manifestazioni sportive e per gli impianti sportivi. Tutte le manifestazioni sportive che vengono organizzate in nome del Circolo dovranno essere autorizzate dal Consiglio Direttivo, al quale dovrà essere presentata la spesa preventiva.

TITOLO IX – DEL COLLEGIO SINDACALE
Art. 37
Il Collegio dei Sindaci si compone di tre membri effettivi e due supplenti, nominati dall’assemblea tra i soci aventi diritto a voto. La carica di sindaco non è compatibile con quella di consigliere o probiviro. I Sindaci devono essere invitati dal Presidente alle riunioni del Consiglio Direttivo alle quali possono intervenire senza voto deliberativo. Il Collegio dei Sindaci si riunisce, anche su iniziativa di ciascun componente, almeno ogni trimestre e controlla la regolarità della gestione contabile, vigila sulle spese straordinarie, delle quali deve essere informato prima della loro erogazione; ed esprime con relazione scritta il suo parere motivato sui bilanci preventivo e consuntivo, ordinari e straordinari.
I Sindaci vigilano altresì sull’osservanza dello Statuto e sulla consistenza di cassa; essi possono esercitare il loro mandato sia collegialmente che singolarmente.

TITOLO X – DEL COLLEGIO DEI PROBIVIRI
Art. 38
Il Collegio dei Probiviri si compone di tre membri effettivi e due supplenti, eletti dall’Assemblea fra tutti i Soci aventi diritto al voto.
La carica di Proboviro non è compatibile con quella di Consigliere o di Sindaco.
Il Collegio dei Probiviri è presieduto da un Presidente, nominato, fra i componenti effettivi, dallo stesso collegio, in seduta plenaria, nella sua prima riunione; il Collegio ha il compito di decidere, in secondo grado ovvero in unico grado, in ordine ai procedimenti disciplinari di cui all’art. 16, avvalendosi di ogni potere istruttorio ivi indicato e che comunque dovesse ritenere utile ai fini della decisione. L’appellante, ove ne faccia richiesta, ha diritto di essere personalmente ascoltato. La decisione del Collegio è definitiva ed inappellabile. Essa, a cura del Consiglio Direttivo, sarà eseguita e comunicata al Socio. Il dispositivo della decisione definitiva che applica una delle sanzioni di cui alle lettere E), F), G) dell’art. 16 sarà affissa nella bacheca del Circolo per la durata di giorni dieci.
In tutti i casi di applicazione di sanzione disciplinare, la relativa decisione definitiva sarà comunque comunicata alla F.I.T.

TITOLO XI – SCIOGLIMENTO DEL SODALIZIO
Art. 39
Qualora si determini una crisi reputata grave ed insanabile per la esistenza del ircolo, il Consiglio convocherà l’assemblea dei soci per le sue deliberazioni, he vanno prese con la maggioranza e con le modalità stabilite nell’art. 26.
L’assemblea che delibera lo scioglimento nomina un comitato per la liquidazione dell’attività, composta da cinque soci.

Dopo l’estinzione delle passività sociali, l’assemblea dei soci sarà convocata n’ultima volta per decidere, con le maggioranze ordinarie, sulla devoluzione del patrimonio residuo, con l’obbligo di devolverlo ad altra associazione con inalità analoghe o a fini di pubblica utilità, dopo aver sentito l’organismo di ontrollo, di cui all’articolo 3, comma 190, della legge 23 dicembre 1996, n° 62, e salvo diversa destinazione imposta dalla legge.

Art. 40
Per disciplinare ciò che non sia previsto nel presente statuto, si deve far iferimento alle norme in materia di enti contenute nel libro I titolo II del Codice Civile e, in subordine, alle norme contenute nel libro V titoli V e VI del Codice Civile.

NORMA TRANSITORIA
Ogni modifica Statutaria avrà immediata efficacia. Le disposizioni degli artt. 17, lett. a) e 18 del presente Statuto si applicano ai Soci ammessi dopo il 20/04/1980, restando in vigore per gli altri soci, quanto ai figli di entrambi i sessi, il limite dei 25 anni di cui agli artt. 16 e 17 del vecchio Statuto (1). Le figlie dei soci che alla data del 20/04/1980 non abbiano superato il 30° anno di età possono chiedere, entro il 31 ottobre 1980, che in applicazione dell’art. 18 dello statuto siano ammesse quale socie ordinarie senza il pagamento della tassa d’iscrizione.

(1) Art. 16 vecchio Statuto: “IL coniuge del Socio ed i figli minori di 25 anni conviventi ed a carico, sono esonerati dal pagamento della tassa di ammissione e della contribuzione mensile e potranno frequentare il Circolo”.

Art. 17: “I figli (maschi) del Socio ordinario, con questi convivente ed a carico, possono frequentare il Circolo. Al compimento del 25° anno i figli maschi dovranno avanzare domanda per diventare Soci Ordinari, obbligandosi a pagare la sola quota mensile. Non ottemperando a tale obbligo, decadono dal diritto”.

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